Enoteca Regionale di Gattinara

La Terra dei Grandi Nebbioli

Il Biellese

Il Biellese – Presentazione del territorio

Il territorio si colloca nell’Alto Piemonte, confinando con Vercelli, Torino e la Valle d’Aosta,

ed è da costituito pianure a sud di Biella abbracciate dalla corona di morbide colline, a loro volta

sovrastate dalla ripida impennata delle Alpi, candida cornice con i profili taglienti delle vette che

separano dai territori limitrofi.

Borghi e Castelli

La pianura e la zona collinare sono costellate da suggestivi borghi storici, alcuni dei quali conservati

ancora oggi e divenuti luoghi di visita per un’immersione nel passato, nelle vicende di famiglie

illustri e nel passaggio in questi luoghi di cortei reali e di eserciti, protagonisti di un passato

movimentato e denso di accadimenti.

Biella conserva il Borgo storico del Piazzo, collocato in posizione dominante sulla collina sopra

la città, fondato nel Medioevo come residenza privilegiata dell’aristocrazia cittadina che ha

arricchito il luogo con sontuosi palazzi che oggi mostrano al visitatore tutto il loro fascino. Il Piazzo

è raggiungibile con la funicolare di fine Ottocento che permette l’ascesa al borgo godendo della

veduta panoramica su Biella e dintorni.

Il Ricetto di Candelo è esempio splendidamente conservato di un quartiere fortificato medievale,

tipico di queste aree piemontesi e di cui oggi pochi ne restano. Questo rende il nostro ricetto un

unicum meritevole di attenzione: una sequenza regolare di edifici costruiti come cantine per il vino

e i prodotti della terra della comunità, con suggestive vie pedonali ciottolate e una cortina muraria

turrita, consente un vero e proprio viaggio nel passato. Oggi il ricetto rivive per i visitatori grazie

alle botteghe di artigiani qui ospitate, e agli eventi organizzati al suo interno, come Candelo in fiore

o Vinincontro.

Ai confini con la provincia di Vercelli si colloca il Borgo di Masserano, centro commerciale

vivace nei secoli passati poiché crocevia di transiti tra la Pianura e la fascia montana. Oltre a

percorrere le vie porticate del centro, merita una sosta il sontuoso Palazzo dei Principi, dimora

della famiglia Ferrero Fieschi che aveva dato vita in questa area a un vero e proprio principato, qui

celebrato con pitture, decorazioni e stucchi barocchi.

Il Biellese è poi costellato da una miriade di castelli, alcuni dall’origine millenaria come

fortificazione e altri sorti più tardi come dimore signorili; attorno ad essi si organizzava la vita

agricola e ancora oggi alcuni di questi manieri sono circondati da vigne per la produzione del

vino biellese: è il caso di Castellengo, del castello di Montecavallo e del castello di Roppolo sede

dell’Enoteca regionale.

Arte e Fede

Il Biellese conserva tesori d’arte opera di artisti locali, ma anche di maestranze che ne passato

percorrevano questo territorio provenendo dal Vercellese, dal Novarese e dal Ducato milanese, dal

Piemonte sabaudo e da Oltralpe attraverso le vie di transito alpine.

La stagione romanica è rappresentata dal Battistero di Biella, dalle chiese di S. Secondo a

Magnano, dell’Assunta a Netro e da San Giacomo della Bessa a Sala, e nei numerosi campanili

che costellano la provincia. Una singolare presenza è il monastero cluniacense di Castelletto

Cervo.

Il rinascimento a Biella è visibile nella Chiesa di San Sebastiano, il cui chiostro annesso ospita

il Museo del Territorio cittadino: qui viene esposta la storia del territorio dai ritrovamenti in età

preistorica all’epoca paleocristiana, dall’arte medievale a quella moderna per arrivare a una feconda

produzione artistica di età contemporanea.

Moltissimi tesori di pittura, scultura e arti applicati (in particolare l’artigianato ligneo) sono

conservate nelle chiese sul territorio, sia nelle parrocchiali che negli oratori e nelle chiese rette da

confraternite.

Il luogo scrigno di arte e fede più celebre del Biellese è costituito dal Santuario di Oropa:

collocato a oltre mille metri di quota nella vallata omonima sopra Biella, tra le pendici delle più

alte vette biellesi, Oropa si sviluppa come un centro religioso e di accoglienza dei pellegrini

millenario. Nei secoli esso si è ampliato dall’originario luogo di culto della Madonna Nera, con

la creazione dell’imponente basilica superiore e degli edifici dedicati all’ospitalità. Un Museo dei

tesori conserva opere d’arte pregevolissimi, e la biblioteca conta un patrimonio vasto di libri antichi

e moderni.

A Oropa esiste anche il Sacro Monte dedicato alla vita di Maria, inserito nel Patrimonio Unesco

insieme agli altri Sacri Monti di Piemonte e Lombardia.

Questo santuario si inserisce poi nel percorso “Via della Fede”, un itinerario che collega

trasversalmente l’Alto Biellese lungo la fascia montana e che collega dalla valle d’Aosta alla

Valsesia tutti i luoghi di culto, più o meno noti. Il visitatore può percorrere tale via visitando luoghi

di interesse religioso, storico e artistico ma anche naturalistico poiché inseriti in un paesaggio

montano caratteristico. La via ha molti punti panoramici che offrono viste mozzafiato che spaziano

dai profili delle montagne alle distese della pianura padana.

L’Industria tessile

Il Biellese è poi sinonimo di storia dell’industria tessile, dalle produzioni artigianali delle

corporazioni allo sviluppo davvero esplosivo della produzione laniera dell’Ottocento. Numerosi

opifici e fabbricati industriali caratterizzano la città di Biella e le vallate che da essa dipartono, oggi

collegati dall’itinerario di archeologia industriale denominato “Strada della Lana”.

La Fabbrica della Ruota o Cittadellarte sono esempi di riconversione di antichi lanifici in spazi vivi

e aperti al visitatore.

L’Ecomuseo

Non solo le industrie ma anche altri luoghi della cultura materiale sono visitabili attraverso le

cellule espositive che creano il Sistema Ecomuseo del Biellese: più di 15 realtà costellano la

provincia su tutto il suo territorio, ognuna dedicata a far rivivere uno spaccato di vita del passato.

Dalla civiltà contadina, alla produzione vinicola, dalla ricerca dell’oro alle fucine, dalla vita di una

borgata alpina a quella in un palazzo nobiliare della Biella antica.

Ambiente

Il Biellese conta poi alcune aree di interesse naturalistico: la Riserva Speciale della Burcina, frutto

della lungimiranza della famiglia Piacenza che ha lasciato i Biellesi un giardino all’inglese alle

porte della città. La Riserva Naturale della Bessa offre percorsi in un contesto unico di natura e

scorci prodotti dall’attività estrattiva dell’oro in epoca romana; nei pressi di Candelo la Riserva

della Baraggia con i suoi panorami brulli permette di effettuare escursioni in un paesaggio davvero

singolare.

Infine l’Oasi Zegna si mostra con tutta la sua bellezza di paesaggio naturale di montagna biellese

ma anche di giardino voluto e progettato per volontà dell’industriale Ermenegildo Zegna.

La particolarità del territorio biellese che varia dalla pianura alle vette alpine che superano i 2000

metri di quota è ideale per numerosi sport e attività all’aria aperta. Dagli sport invernali presso

Oropa e Bielmonte, a una vasta gamma di itinerari cicloturistici o di turismo equestre. La Grande

Traversata del Biellese(GTB) racchiude centinaia di km di itinerari per conoscere a piedi o in

bicicletta o a cavallo l’intera provincia.

L’enogastronomia

Si caratterizzata da prodotti frutto della tradizione locale agricola e di allevamento soprattutto

bovino. Ancora esistono alpeggi estivi sulle pendici montane che ospitano le mandrie nel periodo

estivo, e da cui giungono pregiati formaggi e le carni per le ricette tipiche.

Il formaggio fa da padrone sulla tavola biellese: tome d’alpeggio, il maccagno, formaggi freschi da

condire in vari modi, oppure formaggi caprini dal sapore più intenso.

La polenta è l’alimento della tradizione, servita “concia” con burro e maccagno fuso, oppure

coi funghi, la selvaggina, o il merluzzo (come veniva qui acquistato dai venditori ambulanti che

salivano dalla Liguria).

Il riso in passato era acquistato da produttori vercellesi, ma oggi anche la parte meridionale è

coltivata a risaia con la produzione del tipo “Riso di Baraggia DOP”. Uno dei piatti tradizionali è il

riso con le castagne, quest’ultima alimento tipico della cucina povera biellese.

I salumi sono prodotti per la stagionatura o per la conservazione sotto grasso (dla ‘ndulla), e

un salume tipico è la Paletta di Coggiola: la scapola suina aromatizzata con erbe e pepe, vera

prelibatezza locale da gustare con patate lese o l’immancabile polenta.

In primavera le erbette selvatiche sono ingrediente per risotti, frittate e insalate, ricordo della cucina

contadina che impiegava ogni risorsa che la terra generava.

Il miele e le castagne sono prodotti di qualità delle colline; la pasticceria locale è soprattutto

costituita da biscotti e torte asciutte. I Canestrelli di Crevacuore, ottenuti da cialde di ferro

arroventate sono un prodotto di nicchia che mantiene una tradizione secolare.

Infine i vini: la produzione locale vinicola aveva subito un forte ridimensionamento nel XX secolo,

ma dagli anni ’80 l’attività si è rivitalizzata e sono ben 5 i vini DOC che possiamo offrire: il

Lessona, il Bramatera, il Coste della Sesia a est, mentre l’area di Viverone produce il Canavese e il

bianco Erbaluce.